Carta dirigenti
Carta dirigenti
Carta delle Dirigenti e dei Dirigenti dello Sport per il superamento delle discriminazioni
La Repubblica Italiana riconosce il valore educativo, sociale e di promozione del benessere psicofisico dell’attività sportiva in tutte le sue forme (Art. 33 Costituzione)
Le dirigenti e i dirigenti dello sport, riuniti a Roma il 17 e 18 ottobre 2026 in occasione del 1° Congresso delle Dirigenti e Manager dello Sport, hanno adottato la presente Carta, elaborata da Assist – Associazione nazionale atlete APS con la collaborazione delle relatrici e dei relatori intervenuti, per promuovere un nuovo modo di interpretare ed esercitare la dirigenza sportiva.
Attraverso le proprie funzioni di indirizzo, organizzazione e gestione, la dirigenza contribuisce a definire le priorità, a orientare l'impiego delle risorse e a creare le condizioni nelle quali operano atlete, atleti, tecnici e tutte le altre persone coinvolte. Consapevoli che le proprie scelte incidono non soltanto sull'organizzazione e sui risultati, ma anche sulle opportunità offerte alle persone e sulla qualità delle relazioni, le dirigenti e i dirigenti riconoscono la propria responsabilità nel consentire allo sport di esprimere pienamente il suo valore educativo, sociale e culturale.
Nell'esercizio di tale responsabilità, le dirigenti e i dirigenti assumono come riferimenti imprescindibili i principi costituzionali di uguaglianza e di rimozione degli ostacoli alla sua effettiva realizzazione, la legislazione a tutela delle persone nello Sport e i Principi fondamentali del CONI per la prevenzione e il contrasto di abusi, violenze e discriminazioni. Il rispetto di tali principi e obblighi costituisce il punto di partenza di un impegno più ampio, volto a riconoscere e rimuovere le cause delle discriminazioni, anche nelle pratiche organizzative e nei rapporti di potere, facendo della dignità e della tutela delle persone un criterio fondamentale delle decisioni dirigenziali.
In questa prospettiva, la prevenzione e il contrasto delle discriminazioni dirette, indirette e multiple, fondate, tra l’altro, sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale, sull’identità e sull’espressione di genere, sulle caratteristiche sessuali, sulla disabilità, sull’età, sull’origine etnica, sulla religione o sulle condizioni personali e sociali, costituiscono un impegno che deve orientare trasversalmente ogni ambito della dirigenza sportiva.
Le dirigenti e i dirigenti dello Sport che aderiscono alla presente Carta, consapevoli della responsabilità che deriva dal proprio ruolo e nell'ambito delle rispettive competenze e responsabilità, assumono i seguenti impegni:
1. METTERE LA PERSONA AL CENTRO
Riconoscere la pari dignità di ogni persona, rispettandone le differenze e le specificità e valorizzandone le capacità e le competenze, indipendentemente dal ruolo ricoperto. Promuovere, a ogni livello dell’organizzazione, relazioni fondate sul rispetto e sul riconoscimento del contributo di ciascuno, contrastando comportamenti umilianti, vessatori e discriminatori.
2. GOVERNARE CON RESPONSABILITÀ E TRASPARENZA
Esercitare le funzioni dirigenziali con correttezza, responsabilità e spirito di servizio, prevenendo ogni abuso di potere.
Assicurare chiarezza dei ruoli, trasparenza delle decisioni e dei criteri di selezione, prevenendo e gestendo i conflitti di interesse.
Tradurre i valori educativi dello Sport in criteri di governance e promuovere comportamenti coerenti con tali valori da parte di dirigenti, tecnici, atleti e famiglie, durante e fuori dalle competizioni.
3. FORMARE E FORMARSI CONTINUAMENTE
Promuovere la formazione continua, propria e delle persone che operano nello Sport, favorendo lo sviluppo delle competenze umane, tecniche e professionali come strumenti di crescita, autonomia ed emancipazione.
Promuovere l'integrazione nei percorsi formativi della cultura dei diritti, della parità, nonché della prevenzione e del contrasto delle discriminazioni, degli abusi e delle violenze.
Assicurare agli staff tecnici e dirigenziali dei settori femminili e maschili, in ogni fascia d’età, pari opportunità di accesso a percorsi formativi di equivalente qualità, adeguati alle rispettive funzioni.
4. GARANTIRE PARI OPPORTUNITÀ NELLE CARRIERE E NEI RUOLI SPORTIVI
Rimuovere gli ostacoli che limitano l’accesso e la progressione nei ruoli tecnici, gestionali e dirigenziali, con particolare attenzione alla parità di genere e alle persone sottorappresentate, promuovendo criteri di selezione trasparenti e trattamenti e compensi non discriminatori. Favorire l’individuazione, il riconoscimento e lo sviluppo dei talenti sportivi senza stereotipi e discriminazioni, garantendo pari opportunità alle atlete e agli atleti.
Promuovere misure di sostegno alla maternità e alla genitorialità, favorendo la conciliazione delle responsabilità familiari con la pratica sportiva e la continuità dei percorsi professionali.
5. PROMUOVERE LA PARTECIPAZIONE INTERGENERAZIONALE
Favorire l’accesso delle nuove generazioni alle responsabilità sportive e dirigenziali, attraverso il confronto, l’affiancamento e la trasmissione delle competenze. Valorizzare il contributo delle diverse generazioni, contrastando ogni discriminazione legata all’età.
6. ASSICURARE UNA TUTELA EFFETTIVA CONTRO ABUSI E DISCRIMINAZIONI
Assumere la prevenzione e il contrasto delle discriminazioni, degli abusi e delle violenze come una responsabilità primaria della dirigenza, e non come un mero adempimento formale.
Favorire l'emersione delle situazioni di rischio e l'effettiva attivazione degli strumenti di tutela, contrastando silenzi, omissioni e protezioni indebite nel rispetto delle garanzie delle persone coinvolte, senza subordinare la tutela agli interessi, ai risultati sportivi o alla reputazione dell'organizzazione.
7. RIMUOVERE LE BARRIERE PER GARANTIRE CHE TUTTE LE PERSONE SIANO PREVISTE
Individuare e superare gli ostacoli fisici, economici, culturali e organizzativi che limitano l'accesso e la piena partecipazione alla vita sportiva, anche nei diversi ruoli e responsabilità, adottando una prospettiva intersezionale che tenga conto dell'intreccio tra differenti fattori di discriminazione e svantaggio.
Promuovere la sicurezza delle persone negli ambienti sportivi e nei percorsi di accesso alle strutture, individuando e riducendo i rischi connessi alle caratteristiche dei luoghi e alle condizioni della loro frequentazione.
8. COMUNICARE CON CONSAPEVOLEZZA E RISPETTO
Adottare e promuovere, in tutte le attività dell'organizzazione, una comunicazione corretta, rispettosa e non discriminatoria, attenta alla pluralità delle persone e delle loro esperienze. Contrastare stereotipi, pregiudizi e linguaggi che alimentano discriminazioni, esclusione e violenza.
9. PROMUOVERE UNA RAPPRESENTAZIONE EQUA DELLO SPORT
Promuovere, nella comunicazione istituzionale e nei rapporti con i media, una rappresentazione delle atlete, degli atleti, delle diverse discipline e dei risultati sportivi libera da stereotipi, pregiudizi e disparità discriminatorie, valorizzando il contributo di tutte le persone che partecipano alla vita sportiva.
10. ASCOLTARE, COINVOLGERE E PROMUOVERE LA PARTECIPAZIONE
Creare occasioni e strumenti stabili di ascolto, confronto e partecipazione, affinché le esperienze e le proposte delle diverse componenti dell'organizzazione sportiva possano contribuire effettivamente alle decisioni che le riguardano.
Favorire un clima di fiducia, nel quale ciascuna persona possa esprimere liberamente le proprie opinioni, senza timore di discriminazioni o ritorsioni e nel quale le divergenze siano affrontate nel merito delle questioni, contrastando gli attacchi personali e i tentativi di screditare e delegittimare gli interlocutori o altre persone.
11. DARE SEGUITO AGLI IMPEGNI
Tradurre gli impegni della presente Carta in scelte e iniziative concrete, individuando obiettivi verificabili e valutando periodicamente i risultati raggiunti.
Promuovere la collaborazione tra persone, organizzazioni e comunità che condividono l’impegno per uno sport libero da discriminazioni, favorendo anche la creazione di reti e occasioni di incontro, confronto e sostegno reciproco tra le persone impegnate nello Sport.
ADESIONE ALLA CARTA
Le dirigenti e i dirigenti che sottoscrivono la presente Carta si impegnano a promuoverne l'attuazione nell'ambito delle rispettive competenze e responsabilità. Le organizzazioni sportive che vi aderiscono ne assumono i contenuti come riferimento per le proprie politiche e pratiche organizzative.
Roma, 18/10/2026